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5G, TRA TECNOLOGIA E CORONAVIRUS

È uno dei temi più caldi degli ultimi mesi. È la tecnologia di “quinta generazione”. È il nuovo step della comunicazione mobile.

È più semplicemente, il 5G.

Ma cos’è esattamente questo stracitato 5G? A cosa serve? Cosa ne consegue? Perché sarebbe così migliore e rivoluzionario rispetto all’attuale 4G? E poi, cosa c’entra con il Coronavirus?

Leggendo di seguito potrai sapere tutto questo.

5G: cos’è, quando arriva e a che cosa serve

Con il termine 5G si intende quella tecnologia di rete mobile che appartiene ad una nuova generazione. Questa tecnologia di connessione – che andrà a superare l’attuale 4G – non verrà utilizzata solo dai nostri telefoni cellulare, ma anche e soprattutto dai molteplici oggetti connessi intorno a noi (che costituiscono la categoria IOT, “Internet delle cose”): dalle automobili agli elettrodomestici, dagli orologi ai semafori, e così via. Ancora in fase di sperimentazione, il 5G non è solo la semplice evoluzione della rete precedente: oltre a permettere connessioni più rapide ed in contemporanea, infatti, si tratta di intendere le comunicazioni in una maniera completamente diversa, utilizzando frequenze e tecniche di trasmissione più innovative rispetto al passato.

Quando tutto questo sarà realtà? Le sperimentazioni sono in atto proprio in questo momento in alcune aree e città del territorio italiano. Entro la fine del 2020, la nuova rete raggiungerà tutte le principali città del paese, e nei prossimi anni si prospetta una copertura totale del territorio nazionale. Ad oggi, è Vodafone la compagnia telefonica in questo senso attiva su Bologna e zone limitrofe.

Come cambierà la nostra vita: tutti i vantaggi del 5G

I vantaggi che il 5G offre rispetto alle precedenti tecnologie sono molteplici: l’Italia deve aspettarsi una vera e propria “rivoluzione”. Non solo in termini di velocità di trasmissione, tempi di risposta e numero di connessioni in contemporanea.

Entrando un po’ più nello specifico, si stima che il 5G potrà arrivare ad una velocità 10 volte superiore all’attuale 4G. Diminuiranno notevolmente i tempi di risposta (circa 10 volte in meno) tra il comando dato dall’utente all’oggetto connesso e la sua effettiva esecuzione. Inoltre, introducendo un nuovo sistema di antenne, verrà chiesto di fare meno lavoro all’hardware del tuo smartphone: ciò significa risparmio energetico e maggior durata della batteria. Ma non è finita qui.

Questa rete di “quinta generazione” permette a milioni di oggetti e sensori vicini (all’interno della stessa città) di connettersi fra loro. In futuro, il 5G garantirà benefici in molteplici aspetti della vita quotidiana e professionale: dalla sicurezza alle “città intelligenti” (smart cities), dalla medicina all’industria, fino al proprio tempo libero.

Il 5G ai tempi del Coronavirus

Un recente studio sull’impatto del Covid-19 sull’uso delle tecnologie da parte degli utenti, italiani e non, ha dato risultati molto interessanti. Innanzitutto, come era prevedibile, da quest’analisi emerge come il virus abbia influenzato notevolmente lo stile di vita dei consumatori: l’85% degli italiani ha infatti modificato la propria quotidianità.

L’aiuto che la tecnologia ha offerto in questi mesi ai cittadini è innegabile: dal lavoro allo studio, dall’esercizio fisico alla connessione con amici e parenti. Pensa che, durante il lockdown, addirittura il 93% degli utenti ha aumentato il numero delle proprie attività svolte online. Ovviamente, le applicazioni più utilizzate durante la crisi sono quelle per il lavoro da remoto: “Zoom” e “Microsoft Teams” sono state in questo senso una vera manna dal cielo.

Cosa c’entra questo con il 5G? Facile. Molti ritengono che le due cose siano fra loro connesse, essendo l’epidemia scoppiata in Cina e nel Nord Italia, cioè le stesse zone in cui si è sviluppata la nuova tecnologia. Questa è però solo una coincidenza. Non esiste alcuna prova scientifica che confermi questa falsa credenza; basterebbe infatti notare come il virus si sia diffuso notevolmente anche in paesi come l’Iran, dove il 5G non è ancora arrivato.

Ma non è finita qui. Molte persone temono che la nuova connessione mobile possa nuocere gravemente alla salute ed essere causa di terribili malattie (ad esempio i tumori). Tra fake news e inconsapevolezza, si è letteralmente scatenato il panico. La verità, però, è molto semplice: non esiste ancora alcun tipo di dato certo che colleghi l’avvento del 5G all’esplosione dell’epidemia.

Sebbene infatti il 5G viaggerà su frequenze molto più elevate rispetto alle tecnologie precedenti, si stima che la capacità di penetrazione di queste onde nel corpo umano rimarrà comunque molto bassa; grazie alle caratteristiche di questa nuova rete, dunque, si crede che gli effetti negativi da essa provocati saranno addirittura inferiori rispetto a quelli causati dal 4G.

Qui, ci torna in aiuto la ricerca. Nonostante infatti la crisi economica post-lockdown abbia costretto la maggior parte dei consumatori a ridurre le proprie spese, i dati dimostrano come questo aspetto non tocchi la tecnologia: il 25% prevede di investire ugualmente in futuro sulla connettività (5G o a banda larga). Nello specifico, sempre secondo questa analisi, il 15% degli italiani intende passare al 5G dopo la crisi. Il 53% ritiene che la “quinta generazione” avrebbe potuto svolgere un ruolo positivo durante l’emergenza, offrendo prestazioni migliori e servizi più efficaci.

Futuro? Tra chi pensa che lavorare da remoto diventerà la normalità (58% degli italiani) e chi crede che la consegna automatizzata tramite droni o auto senza conducente possa ridurre interazioni e contatti fisici (47%), la realtà è una sola: il 5G arriverà tutt’altro che in punta di piedi.

E sarà meglio farsi trovare pronti.

Hai ancora dei dubbi? Ti interessa saperne di più su questa nuova tecnologia 5G? Vuoi conoscere su quali dispositivi potrai averlo e a quale prezzo?

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